Archivio per la categoria ‘Eventi’

Evviva la speranza!

Pubblicato: febbraio 15, 2011 in Eventi

Foto di Maria Savino

Una nessuna e centomila. Una perché ciascuna ha partecipato con la propria identità e la propria personalità; nessuna perché per qualche ora ciascuna ha fatto parte di un tutto di fronte al quale sono state messe da parte differenze culturali, politiche, sociali e anagrafiche; centomila perché tanti eravamo, ieri, a dare vita ad una manifestazione pacifica, colorata e trasversale.

Sarò sincera: quando sono uscita di casa e mi sono incamminata verso il luogo di ritrovo non mi aspettavo una partecipazione così vistosa! E invece, già per la strada ho notato famiglie, amiche, coppie, munite di ombrelli colorati e dirette verso la mia stessa direzione. “Beh! – mi son detta – Allora è vero che c’è vita su questo pianeta!”

E la sorpresa è cresciuta quando abbiamo tentato invano di raggiungere piazza San Carlo… Invano perché la ressa era già tale a metà di via Roma che era impossibile procedere oltre. Così ci siamo infilate in mezzo al corteo e l’abbiamo seguito nella sua lenta marcia sino a piazza Vittorio.

L’atmosfera era di vera festa, l’energia era palpabile. Accanto a noi mamme, nonne, studentesse, lavoratirici, bambini, padri, pensionati, mariti, fidanzati, nonni… Tutti uniti e solidali nel dar voce al sentimento di indignazione che sta attraversando questa nostra sempre più piccola Italia.

Un paese nel quale la classe dirigente ha abdicato da tempo ai suoi doveri lasciando soli i cittadini a dover fronteggiare i problemi concreti della vita di tutti i giorni, perché troppo impegnata a gestire le proprie faccende personali, negli ultimi e ben noti tristi mesi, fatte di squallide storie di prostituzione e svilimento della figura delle donne.

Ma le donne reali, quelle che sono scese in piazza ieri con ombrelli colorati a proteggere metaforicamente la propria dignità e gomitoli di lana ad intessere una rete di solidarietà non si sentono rappresentate da quelle immagini da “conigliette” bidimensionali sdoganate dalla tv di stampo berlusconiano.

Nella vita reale l’impegno delle donne è decisivo, patente e fattivo. Giorno dopo giorno. Fuori e dentro casa. Nel lavoro come nelle associazioni o nella politica. Le donne vere sanno mettersi in gioco, fare sacrifici, prendendosi letteralmente cura della società.

E allora basta con la mercificazione del corpo delle donne e l’appiattimento del nostro infinito e variegato mondo a quello di tante figurine senza peso. Uno dei tanti cartelloni della manifestazione che mi ha colpita era semplice, diceva “Tenete a casa le bambine!”. Mi ha colpita perché in questi mesi di dibattito pubblico ho sentito anche la voce di certe madri che incoraggiavano le figlie nella mercificazione di se stesse. Madri… alle figlie!

Roba da far accapponare la pelle. E allora di fronte a questa colorata massa umana ho potuto tirare un sospiro di sollievo, pensando che quelle madri devono esser state solo delle tristi, incomprensibili, terribili, eccezioni.

Evviva gli uomini che ci hanno appoggiate e accompagnate nella difesa della causa!

Evviva la creatività femminile che ha travolto pacificamente la piazza!

Eviva la dignità!

Evviva la cultura!

Evviva l’impegno!

Evviva la passione delle donne!

Evviva la speranza, perché voglio credere che quello di ieri sia stato un primo seme che non sarà portato via dal vento.

Maria Savino

Foto di Daria Dibitonto

Centomila in piazza

Pubblicato: febbraio 15, 2011 in Eventi

13 febbraio a Torino - Foto di Maria Savino

Torino: rete di gomitoli - Foto di Maria Savino

Si dice che fossimo centomila. Certo, eravamo tantissimi, mai vista una partecipazione così a Torino per chi, come me, non supera di molto i trent’anni. Mai visto anche uno spirito così lieve e così determinato allo stesso tempo. La folla era gioiosa, allegra, solidale, immune da fanatismi e tuttavia determinata quanto alla richiesta di dimissioni rivolta al Premier. Siamo faziose? Siamo state strumentalizzate dalla sinistra? Siamo quattro radical chic? Nessuna di queste cose. Eravamo semplicemente d’accordo su un fatto: il Premier si è macchiato di un reato grave, perché rappresenta la punta di un pericoloso iceberg che in Italia fa sistema e che lui per primo alimenta, ovvero l’idea che con soldi e potere le persone si possano manovrare e le donne possedere sessualmente in cambio non solo di denaro, ma di favoritismi e accesso rapido a cariche di rilievo immeritate.

Abbiamo voluto far sapere al Premier e all’Italia che noi non crediamo alle bugie che lui racconta, non crediamo alle mistificazioni dei telegiornali delle sue reti, compresa la Rai quasi tutta in suo potere. Abbiamo voluto far sapere che noi rappresentiamo e quindi fermamente vogliamo un futuro diverso per il nostro paese. Non lo facciamo però per ideologia politica, ma per il rispetto che abbiamo di noi stesse e per la dignità di cui siamo portatrici. Perché noi siamo quel futuro diverso, lo portiamo con noi nelle nostre vite di tutti i giorni, gli diamo volti e gesti quotidiani, fatti di cose semplici, come gli ombrelli e i gomitoli che avevamo con noi, e di cose complesse, come le responsabilità di cui ci facciamo carico.

Se non ora quando? - Foto di Daria Dibitonto

Foto di Daria Dibitonto

Libertà dall’inverno

Pubblicato: febbraio 14, 2011 in Eventi

Da quest’inverno dobbiamo svegliarci. La giornata di oggi, 13 febbraio, ha portato vento di primavera, aria di risveglio degli italiani, o meglio delle italiane: erano in piazza con i loro bambini, i loro uomini, i loro amici e i loro sogni. Una manifestazione pacifica, con qualche ballo, qualche grido liberatore, ombrelli, palloncini, gomitoli.

Poi, a sera, sul treno Milano-Torino un incontro con due giovani ragazzi. Gli occhi di lui si illuminano quando mi sente raccontare al telefono con Francesca la manifestazione di oggi: “Voi eravate a Torino? Noi siamo andati a Milano”. E quando raccontiamo mi dice: “Sono giornate come queste che mi fanno venire voglia di restare in Italia, è per persone come quelle che ho visto in piazza che merita resistere”. Ci promettiamo a vicenda di non scappare né in Germania né in Francia, come pur verrebbe voglia di fare, in questo prolungato inverno italiano.

Brodskij, dal suo esilio in parte trascorso a Venezia, di cui amava in particolare l’inverno, scrisse: «Comunque, se vogliamo avere una parte più importante, la parte dell’uomo libero, allora dobbiamo essere capaci di accettare – o almeno di imitare – il modo in cui un uomo libero è sconfitto. Un uomo libero, quando è sconfitto, non dà la colpa a nessuno». Allora noi stiamo in piazza a lottare da uomini liberi, da donne libere, da persone che desiderano essere artefici della società di cui fanno parte, che desiderano dar forma ai diritti di cui sanno di poter godere, che vogliono concedersi il lusso di regalare ai propri figli e ai propri cari lo spazio mentale e lo spazio pubblico per sognare giustizia e solidarietà, senza sembrare illuse.

Le donne libere, quando sono sconfitte, non solo se ne assumono la responsabilità, ma ricominciano a costruire, perché sono loro le fondamenta della città, di tutta la città: fondamenta degli incurabili.

Josif Brodskij