Archivio per la categoria ‘Radici’

Il desiderio costruisce

Pubblicato: giugno 13, 2011 in Radici

W. Kandinsky, Kleine Freuden

Il desiderio costruisce e crea realtà, soltanto noi siamo i giardinieri dell’albero più misterioso che debba crescere […]. Lo stimolo a divenire adeguati a se stessi attira dentro l’anima; esso […] è spirito che avendo la volontà di cambiare sopprime cose col pensiero, e pensa inoltre creativamente, orientato con la forza di un magnete verso il futuro nostro e del mondo, che ci guarda sempre e ci riserva indifferentemente bene e male solo perché la nostra scelta è senza nerbo. Si tratta di noi e non si sa dove si va; solo noi siamo leva e motore; la vita esteriore e manifestata si ferma, ma il nuovo pensiero erompe infine all’esterno, nelle piene avventure, nel mondo aperto, non finito, barcollante, per pronunciare così in questa sua forza, cinto del nostro dolore, del nostro ostinato presagio, dell’immensa potenza della nostra voce umana, il nome di Dio, e non riposare finché le nostre ombre più interne non si siano sottomesse e sia riuscito l’adempimento di quella vuota, ribollente notte, intorno alla quale sono costruite ancora tutte le cose, gli uomini e le opere.

Ernst Bloch, Spirito dell’utopia

La vita come mezzo della conoscenza

Pubblicato: giugno 2, 2011 in Radici

E. Munch, Friedrich Nietzsche

No. La vita non mi ha disilluso. Di anno in anno la trovo invece più ricca, più desiderabile e più misteriosa – da quel giorno in cui venne a me il grande liberatore, quel pensiero cioè che la vita potrebbe essere un esperimento di chi è volto alla conoscenza – e non un dovere, non una fatalità, non una frode. E la conoscenza stessa: può anche essere per altri qualcosa di diverso, per esempio un giaciglio di riposo o la via ad un giaciglio di riposo; oppure uno svago o un ozio; ma per me essa è un mondo di pericoli e di vittorie, in cui anche i sentimenti eroici hanno le loro arene per la danza e per la lotta. “La vita come mezzo della conoscenza” – con questo principio nel cuore si può non soltanto valorosamente, ma perfino gioiosamente vivere e gioiosamente ridere.

Da Friedrich Nietzsche, La gaia scienza

La vita dello Spirito

Pubblicato: gennaio 25, 2011 in Radici
Tag:

Rodin Il pensatore

“Non quella vita che inorridisce dinanzi alla morte, schiva della distruzione; anzi quella che sopporta la morte e in essa si mantiene, è la vita dello Spirito (Geist). Esso guadagna la sua verità solo a patto di ritrovare sé nell’assoluta devastazione. Esso è questa potenza, ma non alla maniera stessa del positivo, che non si dà cura del negativo: come quando di alcunché noi diciamo che non è niente o che è falso, per passare molto sbrigativamente a qualcos’altro; anzi lo Spirito è questa forza solo perché sa guardare in faccia il negativo e soffermarsi presso di lui. Questo soffermarsi è la magica forza che volge il negativo nell’essere”

“Non è difficile scorgere come il nostro tempo sia un tempo di gestazione e di transizione verso una nuova epoca. Lo Spirito ha rotto i ponti con il precedente mondo della sua esistenza e delle sue rappresentazioni, ed è in procinto di sprofondarlo nel passato: vive il travaglio della propria trasformazione”

G.W.F. Hegel, Fenomenologia dello spirito

Sperare più che progettare

Pubblicato: gennaio 23, 2011 in Radici

“Compito della nostra generazione non sarà ancora cercare cose grandi, ma salvare e preservare la nostra anima dal caos e vedere in essa l’unica cosa che possiamo trarre come bottino dalla casa in fiamme […], Noi dovremmo salvare, più che plasmare la nostra vita, sperare più che progettare, resistere più che avanzare. Ma noi vogliamo preservare a voi giovani, alla nuova generazione, l’anima con la cui forza voi dovete progettare, costruire e plasmare una vita nuova e migliore. Abbiamo vissuto e pensato troppo nella convinzione che sia possibile garantire in precedenza ogni azione vagliando le possibilità, in modo tale che poi essa si compia completamente da sola. Abbiamo imparato un po’ troppo tardi che l’origine dell’azione non è il pensiero ma la disponibilità alla responsabilità. Per voi pensare e agire entreranno in un nuovo rapporto. Voi penserete solo ciò di cui dovrete assumervi la responsabilità agendo […]. La vostra generazione, per le privazioni, i dolori e le gravi prove che dovrà sopportare, sarà fin dalla più tenera età più salda e più aderente alla vita

Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa

 

Resistenza e resa

Pubblicato: gennaio 23, 2011 in Radici

“Mi sono chiesto spesse volte dove passi il confine tra la necessaria resistenza e l’altrettanto necessaria resa davanti al destino. Don Chisciotte è il simbolo della resistenza portata avanti fino al nonsenso, anzi alla follia – come Michael Kohlhaas, che diventa colpevole rivendicando il proprio diritto… Per l’uno e per l’altro la resistenza alla fine perde il suo significato reale e si dissolve in una sfera teorico-fantastica; Sancho Panza è il rappresentante di quanti si adattano, paghi e con furbizia, a ciò che è dato. Credo che effettivamente dobbiamo por mano a cose grandi e particolari, e fare perciò contemporaneamente ciò che è ovvio e necessario in generale; dobbiamo affrontare decisamente il destino – trovo rilevante che questo concetto sia neutro nella lingua tedesca – e sottometterci ad esso al momento opportuno […]. I limiti tra resistenza e resa non si possono determinare dunque sul piano dei principi; l’una e l’altra devono essere presenti e assunte con decisione. La fede esige questo agire mobile e vivo. Solo così possiamo affrontare e rendere feconda la situazione che di volta in volta ci si presenta”

D. Bonhoeffer, Resistenza e resa

Pensare senza ringhiera

Pubblicato: gennaio 23, 2011 in Radici

Hannah Arendt

“Ho una metafora che non ho mai pubblicato, ma conservato per me stessa, la chiamo pensare senza ringhiera. In tedesco Denken ohne Geläunder. Si va su e giù per le scale, si è sempre trattenuti dalla ringhiera, così non si può cadere. Ma noi abbiamo perduto la ringhiera, questo mi sono detta. Ed è quello che cerco di fare”

“Per me si tratta essenzialmente di questo: io devo comprendere. Ciò che mi importa è il processo stesso del pensiero. Quando lo esercito sono molto contenta. Io voglio comprendere. E quando gli altri comprendono, nel senso stesso in cui io ho compreso, allora provo una soddisfazione comparabile a quella che si prova quando ci si sente a casa propria (Heimatgefuehl)”

Hannah Arendt

Arte della trasfigurazione

Pubblicato: gennaio 23, 2011 in Radici

“Un filosofo non può fare a meno di trasformare ogni volta la sua condizione nella sua forma e distanza spirituale – perché propriamente la filosofia è l’arte della trasfigurazione […]. Non siamo rane pensanti, non siamo strumenti di oggettivazione e registrazione con viscere freddamente regolate – dobbiamo costantemente generare i nostri pensieri col nostro dolore e conferire loro, maternamente, tutto il nostro sangue, fuoco, piacere, passione, tormento, coscienza, destino, sciagura. Vivere – per noi significa tutto quello che siamo, trasformare costantemente in luce e fiamma anche tutto quello che ci riguarda, non possiamo farne a meno. […] Da tali abissi, dal morbo del dubbio radicale, si esce come rinati, con una nuova pelle, più critici, più cattivi, con un gusto più raffinato per la gioia, con una lingua più tenera per tutte le cose buone, con sensi più vogliosi, con una seconda, pericolosa innocenza nella gioia”

F. Nietzsche, La Gaia Scienza